Il Mondo degli altri mi sta stretto

Ormai da tempo stiamo vivendo nel periodo della cosiddetta “speciazione”. La speciazione accade quando una specie, ad un certo punto della sua evoluzione, comincia a scindersi in due specie. Allora nasce quella che i biologi chiamano “specie figlia” mentre la specie da cui nasce si chiama “specie madre”. Avviene nel regno vegetale, nel regno animale, e anche nelle culture, nelle nazioni, nei popoli.

Di questo evoluzione ne parla ampiamente e in termini molto chiari Igor Sibaldi.  Ok lo ammetto, sono innamorata di quest’uomo! Sentirlo parlare è come ricevere continue conferme di quello che ho sempre sentito dentro di me, facendo ordine e creando spazi interiori nuovi, ampi, infiniti, inesplorati e decisamente affascinanti. Questo uomo apre portali creando nuove forme e modi di pensare. Lo stimo profondamente per il suo coraggio ed il suo essere autentico: un bellissimo specchio, un grande esempio, almeno per me 🙂

Detto questo, cosa succede quando si ha una speciazione in una cultura, in un popolo, in una civiltà?

Alcuni individui, nella ”specie madre”, si accorgono di volere un po’ di più di quello che vuole la maggioranza e, soprattutto, di volere diversamente.

A quei pochi individui la maggioranza dice: “Lascia perdere, la banana che vuoi è troppo in alto”

Mi sembra così familiare … è successo anche a te?

 

L’ EFFETTO EUREKA

Tuttavia quei pochi vogliono davvero qualcosa ‘altro, ne hanno bisogno, non ce la fanno a stare senza , soffrono, non si accontentano e cominciano ad avere le cosiddette A-ah! experience.

Sai cos’è l’ “esperienza A-ah!” ?  Viene anche chiamato l’Effetto Eureka ed è l’istante in cui da una condizione di disorientamento, si passa ad una condizione diametralmente opposta: è come avere un’intuizione , una sorta di illuminazione che ti aiuta a superare un momento di difficoltà.

Sibaldi , nel suo libro “Il tuo Aldilà personale” , –  dal quale tra l’altro sto prendendo molti spunti per questo articolo – lo spiega con questo esempio classico:

 

lo scimpanzé colto viene rinchiuso in una grossa gabbia in cui è appesa una banana, troppo in alto perché lo scimpanzé ci arrivi; e lì in un angolo, da parte, c’è anche uno sgabello. Lo scimpanzé dopo un po’ verifica che non può arrivare alla banana:  e prova un senso di frustrazione. Allora ricorre al cosiddetto cut-off behaviour, che in pratica è un po’ il nostro vaffanculo. Cioè, smette di guardare la banana e pensa: “Non la voglio quella banana, non mi interessa, sto bene così”.

il mondo degli altri mi sta strettoPerò gli scoccia. C’è l’odore della banana. Ci sono gli etologi fuori della gabbia, che lo guardano e ridacchiano. È una situazione imbarazzante. Ad un certo punto lo scimpanzé guarda di nuovo la banana, cupo…e lì, tutto a un tratto, succede qualcosa: di colpo si accorge dello sgabello, lo prende, ci sale su, prende la banana e così conferma la sua fama di scimpanzé più intelligente del laboratorio. Questa è la A-ah! experience!, abbastanza studiata a partire dagli anni settanta.

L’ipotesi più bella sull’ A-Ah! Experience, in etologia, è che tutti i viventi possiedano, fin dalla nascita, una specie di archivio mentale, che contiene miliardi di soluzioni perfette a miliardi di problemi …

 

LA NUOVA SPECIE

Dopo aver notato qualche sgabello, quei pochi si allontano dal comportamento della “specie madre”. Guardano altrove, pensano diversamente e diventano diversi.

Diventano una specie nuova. E questa “specie figlia” è una specie più evoluta: gente che pensa di più, ha più scelte, più possibilità, vive di più, vuole di più. Sono quelli che ascoltano di più i propri bisogni, che ci credono, non si rassegnano, sono più se stessi.

Oggi la “specie figlia” potrebbe essere molto numerosa, ma c’è un’ intera “specie madre” culturale, che in qualunque Stato tu viva, tenta di non farti accorgere che il tuo “io” è più grande di qualsiasi Stato. Che tu oggi hai più futuro di qualsiasi Stato – e anche di qualsiasi classe, o organizzazione, o struttura sociale della nostra “specie madre” che continua a dirti: “Un po’ di banane io te le do, ma in America no no no”, intendendo non gli Stati Uniti d’America, ma ciò che tu potresti trovare dentro di te, fuori dal quella che Dante chiama la “selva oscura” , cioè la gabbia dei condizionamenti, e che cambierebbe tutta la tua vita, in qualsiasi parte del mondo ti trovi.

In più oggi, oltre alla generale inerzia della “specie madre”, c’è un buon numero di persone di potere che hanno capito perfettamente che è in corso una speciazione, e fanno in modo che tanti non sappiano che c’è, e perdano l’occasione.

Di fatto, non si può fermare una speciazione: non si può mai, sia nei regni naturali, sa nelle civiltà, le speciazioni sono fenomeni troppo gradi, e fermarli è difficilissimo.

Tra qualche anno la distanza tra gli uni e gli altri sarà diventata troppo grande, i molti non riusciranno più a mettersi al passo con i pochi.

Cercheranno allora – e lo stanno già facendo da tempo – di rallentare questa naturale evoluzione fermando chi parla di cose diverse dalle banane, o impedendo alla gente, in questi anni cruciali dove imboccare il sentiero della nuova specie è ancora possibile, di accorgersi di questa possibilità. Come?

Creando situazioni di stress, tipo la crisi, che sono alimentate apposta e che servono a distrarti, a non farti pensare a questa possibilità.  Oppure alimentando l’ansia del consumo: Sibaldi spiega bene questo concetto nel video che ho inserito alla fine dell’articolo.

 

IO PARTO, CIAO

A questo punto viene da domandarsi cosa fare adesso:  denunciare questi avvelenatori della pubblica opinione?  Combatterli? Sarebbe una partita persa in partenza, hanno un’ intera “specie madre” alle spalle.

Vuoi parlare più forte di loro? Gridare che in questi anni c’è una grande svolta evolutiva? E a chi lo gridi? Alle masse  della “specie madre”, che non possono vivere senza essere  mandria e venerano i capi e odiano i diversi? Lascia perdere.

Come suggerisce Sibaldi, adesso puoi agire soltanto (soltanto! e non anche), con l’esempio: “Io parto, ciao”

E se qualcuno ti chiedesse  dove vai, dà quella risposta famosa “Vieni e vedrai” – l’ultima frase che Gesù disse prima di dar retta a chi voleva che insegnasse alla gente

 

(Nota, Igor Sibaldi è  filologo, scrittore, e studioso dei testi antichi e delle Sacre Scritture: attraverso la sua opera ha portato alla luce la traduzione originale di molti testi, tra i quali anche la Bibbia, che è ben diversa da quella che siamo stati indotti a credere, vedi ad esempio il Libro della Creazione, una rilettura sorprendente della Bibbia)

 

il mondo degli altri mi sta stretto - il tuo aldilà personaleQuando superi il confine, parti e nemmeno tu sai dove vai. Se lo sapessi, ti muoveresti ancora all’interno dell’orizzonte di prima. Invece vai oltre, non puoi sapere in anticipo. Vai avanti, entri nel tuo Aldilà Personale  e cominci ad accorgerti che puoi superare delle soglie che prima neanche vedevi, e fare passi da gigante: dipende solo da te, dal tuo coraggio interiore.

A quel punto puoi voltarti e vedere se qualcuno ti segue, ma non fermarti a spiegare agli altri, perché via via che sali ti accorgi che non è nemmeno una gran salita. È che gli altri, i molti – in mezzo ai quali c’eri anche tu fino a poco fa – stanno precipitando, e che parlare con loro è come parlare ad un sasso che precipite nel vuoto. Per poter stare a portata di voce dovresti precipitare anche tu con loro e non è tua intenzione. O no?

Dopodiché, scoprendo il tuo “Io grande”, non fai che imparare: cioè cercare, trovare e stupirti.

 

3 Risposte a “Il Mondo degli altri mi sta stretto”

  1. grazie Luisa.Buon viaggio e sono sicura che ci incontreremo in una delle nostre personali mete.Laura

  2. grazie Luisa,le tue mail sono un nutrimento per il cuore ,l’anima,il corpo e la mente.
    Ciao,alla prossima tappa dei nostri rispettivi meravigliosi viaggi. In qualche città ci rincontreremo.Buona giornata.Laura

    1. Grazie a te cara Laura per il tuo contributo, che piacere ritrovarti qui! Ti abbraccio con il cuore, a presto Anima bella 🙂

Rispondi